← Torna a tutte le news

Una farmacia ambulante: tra fotoaferesi a Vicenza, ADI e routine di casa

Come si svolgono le giornate a domicilio tra le due sedute settimanali di fotoaferesi, gli infermieri dell'ADI per le sacche endovenose e una montagna di pillole quotidiane.

Spazio dedicato a una foto relativa ai farmaci o al tragitto per le fotoaferesi

In molti mi chiedono: “Ora che sei a casa ti stai riposando?”. La risposta breve è: sì, ma è un lavoro a tempo pieno!

La mia nuova routine è una tabella di marcia svizzera. Il martedì e il mercoledì (o il lunedì e il martedì) si parte presto verso la Medicina Trasfusionale di Vicenza per le sedute di fotoaferesi: una procedura che “tratta” i miei globuli bianchi con la luce ultravioletta per insegnare al nuovo sistema immunitario a non aggredire il mio intestino e la mia pelle.

Il tavolo della cucina sembra un banco farmaceutico

A casa la gestione è intensa. Tra l’infermiere dell’ADI che viene per l’idratazione endovenosa tre volte a settimana e la nutrizione parenterale da collegare la sera, il mio comodino è invaso:

  • Ruxolitinib, Ciclosporina e Deltacortene per tenere a bada la GvHD.
  • Maribavir per il citomegalovirus.
  • Una pioggia di profilassi (Bactrim, Aciclovir, Isavuconazolo, Deursil…).
  • E poi creme, lipocremi e detergenti speciali (la linea Ceramol è diventata la mia migliore amica) per sistemare la pelle delle braccia e del viso.

Vedere il bicchiere mezzo pieno

È stancante? Moltissimo. Ma c’è un lato positivo: la pelle sta rispondendo bene, i dolori addominali sono sotto controllo e ogni piccolo gesto quotidiano ricomprato — come farsi una doccia con i propri tempi o mangiare un boccone al tavolo di cucina — vale tutto il chilometraggio tra casa e ospedale. Un giorno alla volta.

Avviso medico importante. Questo sito racconta un'esperienza personale di malattia e cura.