Guida divulgativa
Terapie e Farmaci
Ogni farmaco e ogni terapia menzionati qui hanno fatto parte, in un momento diverso, del mio percorso di cura. Per ciascuno trovi una breve descrizione, come agisce contro la malattia o la problematica per cui è stato usato, e i principali effetti collaterali. Sono raggruppati per categoria, con parole semplici, per chi vuole capire meglio di cosa si tratta.
Avviso medico importante. Questo sito racconta un'esperienza personale di malattia e cura.
I contenuti hanno finalità esclusivamente divulgativa e di testimonianza: non costituiscono in alcun modo una prescrizione, una diagnosi o un consiglio medico, e non sostituiscono il parere di ematologi, oncologi o di qualunque altro specialista curante. Ogni percorso oncologico è unico: per qualsiasi decisione terapeutica rivolgiti sempre al tuo medico di riferimento.
Parte 1
Terapie contro il tumore
I trattamenti somministrati in ospedale o in day hospital con l'obiettivo diretto di colpire ed eliminare le cellule di linfoma: anticorpi, terapie cellulari, trapianto e chemioterapia.
Categoria 1
Anticorpi monoclonali, bispecifici e ADC
4 elementiSono farmaci 'intelligenti': riconoscono in modo mirato le cellule tumorali, da sole o legate a un chemioterapico, riducendo il danno alle cellule sane rispetto alla chemio tradizionale. Vengono somministrati per infusione endovenosa, in ospedale o in day hospital.
Anticorpo monoclonale anti-CD20, si lega alla superficie dei linfociti B tumorali segnalandoli al sistema immunitario. È il pilastro dello schema R-CHOP.
Come agisce ed effetti collaterali
Come agisce
Rituximab è un anticorpo monoclonale chimerico diretto contro l'antigene CD20, presente sulla superficie dei linfociti B sani e malati (ma non sulle cellule staminali che li generano, che potranno quindi ricostituire nel tempo la popolazione B). Una volta legato alla cellula bersaglio, attiva tre meccanismi distruttivi complementari: richiama il sistema del complemento che perfora la membrana cellulare, richiama cellule immunitarie come i natural killer che distruggono la cellula per contatto (ADCC), e innesca segnali diretti di morte cellulare programmata (apoptosi).
Possibili effetti collaterali
Le reazioni più frequenti compaiono durante o subito dopo l'infusione, soprattutto la prima: brividi, febbre, cali di pressione, nausea, orticaria — di solito gestibili rallentando o sospendendo temporaneamente la somministrazione, per poi riprenderla più lentamente. A medio termine può causare un abbassamento prolungato dei linfociti B, con conseguente maggiore vulnerabilità alle infezioni.
Anticorpo coniugato a un farmaco (ADC): si aggancia alle cellule tumorali e rilascia il chemioterapico direttamente al loro interno.
Come agisce ed effetti collaterali
Come agisce
È un anticorpo coniugato a un farmaco (ADC) diretto contro CD79b, una proteina di superficie delle cellule B. Dopo il legame, il complesso viene inglobato dalla cellula tumorale stessa (internalizzazione); una volta all'interno, il legame chimico si rompe e libera MMAE (monometil auristatina E), una tossina che blocca la formazione del fuso mitotico impedendo alla cellula di dividersi. In questo modo il chemioterapico viene consegnato quasi esclusivamente al bersaglio tumorale, risparmiando gran parte dei tessuti sani.
Possibili effetti collaterali
L'effetto più caratteristico è la neuropatia periferica (formicolio, intorpidimento, talvolta dolore a mani e piedi), generalmente reversibile ma da monitorare nel tempo; comuni anche riduzione dei globuli bianchi (neutropenia) e stanchezza.
Anticorpo bispecifico: con un 'braccio' si lega alla cellula tumorale e con l'altro richiama i linfociti T del paziente, avvicinandoli per favorire l'attacco immunitario.
Come agisce ed effetti collaterali
Come agisce
È un anticorpo bispecifico 'a doppia presa': con due bracci si aggancia al CD20 sulla cellula di linfoma, con un terzo si lega al CD3 sui linfociti T del paziente. Fisicamente avvicina le due cellule e forza il linfocita T ad attivarsi e attaccare la cellula tumorale, anche quando il sistema immunitario non l'aveva ancora riconosciuta da solo come bersaglio.
Possibili effetti collaterali
Il rischio principale è la sindrome da rilascio di citochine (CRS): l'attivazione improvvisa e massiccia dei linfociti T libera in circolo sostanze infiammatorie che causano febbre e cali di pressione, e nei casi più intensi difficoltà respiratorie. Per questo la somministrazione avviene con dosi crescenti e stretto monitoraggio ospedaliero, talvolta preceduta da un farmaco (obinutuzumab) che ne attenua il rischio.
Un altro anticorpo coniugato (ADC), usato nelle fasi più avanzate del percorso per colpire in modo mirato le cellule di linfoma residue.
Come agisce ed effetti collaterali
Come agisce
Altro ADC, questa volta diretto contro CD19, un marcatore di superficie delle cellule B. Dopo l'internalizzazione nella cellula tumorale, rilascia una tossina (SG3199) che danneggia direttamente il DNA; possiede inoltre un 'effetto bystander' che gli permette di colpire anche le cellule tumorali vicine povere di CD19, utile nelle fasi avanzate quando la malattia è più eterogenea.
Possibili effetti collaterali
Gli effetti più comuni sono di natura ematologica (riduzione di globuli bianchi e piastrine), alterazioni transitorie degli enzimi epatici, stanchezza, nausea ed eruzioni cutanee.
Categoria 2
Terapie cellulari e trapianti
3 elementiLe terapie più avanzate del percorso: usano cellule vive — proprie, ingegnerizzate, o di un donatore — come strumento di cura.
I linfociti T del paziente vengono prelevati, modificati in laboratorio per riconoscere le cellule tumorali (recettore CAR) e reinfusi: diventano una vera e propria 'terapia vivente'.
Come agisce ed effetti collaterali
Come agisce
I linfociti T vengono prelevati dal sangue del paziente e inviati in laboratorio, dove un vettore virale inserisce nel loro DNA il gene per un recettore artificiale (CAR) capace di riconoscere il CD19 sulla superficie delle cellule di linfoma, senza bisogno del normale meccanismo di riconoscimento richiesto ai linfociti T naturali. Le cellule modificate vengono moltiplicate e reinfuse nel paziente dopo una chemioterapia di 'linfodepiezione' che fa spazio alla loro espansione: una volta in circolo, riconoscono ed eliminano attivamente le cellule tumorali, e in alcuni casi persistono a lungo come sorveglianza immunitaria.
Possibili effetti collaterali
Le due tossicità caratteristiche sono la sindrome da rilascio di citochine (CRS: febbre, cali di pressione, fino a compromissione multiorgano nei casi più severi) e la sindrome neurotossica associata alle cellule effettrici immunitarie (ICANS: confusione, difficoltà del linguaggio, fino a convulsioni nei casi più gravi). Vengono monitorate strettamente nei giorni successivi all'infusione e trattate rispettivamente con tocilizumab e corticosteroidi.
Le cellule staminali emopoietiche di un donatore compatibile (in questo caso un fratello) sostituiscono il midollo del paziente, ricostruendo un sistema immunitario nuovo capace anche di combattere la malattia residua.
Come agisce ed effetti collaterali
Come agisce
Dopo un regime di condizionamento (chemioterapia, talvolta associata a radioterapia) che azzera il midollo malato e il sistema immunitario del paziente, le cellule staminali emopoietiche di un donatore compatibile vengono infuse e ricostruiscono nel tempo un midollo e un sistema immunitario completamente nuovi. Il beneficio non è solo sostitutivo: i nuovi linfociti del donatore riconoscono come estranee le cellule di linfoma eventualmente ancora presenti e le attaccano attivamente, un fenomeno chiamato effetto 'graft-versus-lymphoma', una delle armi più potenti contro la malattia residua.
Possibili effetti collaterali
Il rischio principale è la malattia del trapianto contro l'ospite (GvHD): gli stessi linfociti del donatore possono riconoscere come estranei anche i tessuti sani del ricevente (pelle, intestino, fegato), causando una forma acuta (nei primi 100 giorni) o cronica (anche mesi/anni dopo). Il periodo che precede l'attecchimento comporta inoltre un alto rischio infettivo, per l'assenza quasi totale di difese immunitarie.
Infusioni successive di linfociti dello stesso donatore, per rinforzare l'effetto del trapianto contro la malattia residua.
Come agisce ed effetti collaterali
Come agisce
Consiste in infusioni successive di linfociti prelevati dallo stesso donatore del trapianto, effettuate per rinforzare l'effetto graft-versus-lymphoma quando si teme o si rileva una ripresa della malattia residua. I linfociti aggiuntivi intensificano la sorveglianza immunitaria del donatore contro le eventuali cellule tumorali del ricevente rimaste.
Possibili effetti collaterali
Il rischio principale, che ne limita l'uso, è l'induzione o il peggioramento della GvHD: per questo la dose e i tempi vengono calibrati con attenzione, aumentando in genere in modo graduale il numero di cellule infuse.
Categoria 3
Chemioterapici tradizionali
8 elementiI farmaci citotossici 'classici', spesso combinati tra loro in schemi con acronimi (come R-CHOP), che agiscono danneggiando il DNA o il meccanismo di divisione delle cellule che si replicano rapidamente — comprese quelle tumorali.
Agente alchilante, danneggia il DNA delle cellule tumorali; componente storica di molti schemi chemioterapici, incluso il condizionamento pre-trapianto.
Come agisce ed effetti collaterali
Come agisce
È un agente alchilante: si lega al DNA delle cellule che si dividono rapidamente formando legami crociati tra i due filamenti, impedendone la replicazione e portando la cellula alla morte. Colpisce prevalentemente le cellule a rapida proliferazione, comprese quelle tumorali. È la 'C' dello schema R-CHOP, ed è usata anche ad alte dosi nel condizionamento pre-trapianto per la sua capacità di sopprimere in profondità midollo e sistema immunitario.
Possibili effetti collaterali
Soppressione midollare (riduzione di globuli bianchi, rossi e piastrine), nausea, perdita di capelli, cistite emorragica — per questo si somministra spesso insieme a idratazione abbondante e, alle dosi più alte, a un farmaco protettivo (mesna) — e possibile impatto sulla fertilità.
Antraciclina, interferisce con la replicazione del DNA delle cellule tumorali. È la 'H' dello schema R-CHOP.
Come agisce ed effetti collaterali
Come agisce
È un'antraciclina che si inserisce tra i filamenti del DNA delle cellule tumorali, bloccando l'enzima (topoisomerasi II) necessario alla sua replicazione e generando radicali liberi che ne amplificano il danno. È la 'H' (idrossidaunorubicina) dello schema R-CHOP.
Possibili effetti collaterali
Soppressione midollare, nausea, alopecia, infiammazione delle mucose; l'effetto più specifico e monitorato nel tempo è la cardiotossicità cumulativa, motivo per cui la dose totale ricevuta nel corso della vita viene tracciata con attenzione tramite ecocardiogrammi periodici.
Blocca la divisione cellulare interrompendo la formazione del fuso mitotico. È la "O" (Oncovin) dello schema R-CHOP.
Come agisce ed effetti collaterali
Come agisce
È un alcaloide della vinca che si lega alla tubulina impedendo la formazione del fuso mitotico, la struttura di cui la cellula ha bisogno per dividersi correttamente: senza di esso la cellula tumorale non riesce a completare la divisione e muore. È la 'O' (Oncovin) dello schema R-CHOP.
Possibili effetti collaterali
A differenza degli altri componenti dello schema, causa poca soppressione midollare, ma è nota per la neurotossicità periferica (formicolii, debolezza) e per la stitichezza legata a un rallentamento della motilità intestinale — entrambe conseguenza dello stesso meccanismo d'azione sui microtubuli, presenti anche nelle cellule nervose e muscolari dell'intestino.
Cortisonico ad alte dosi usato nei cicli di chemioterapia per potenziarne l'effetto e ridurre alcuni effetti collaterali.
Come agisce ed effetti collaterali
Come agisce
Ad alte dosi, il cortisone ha un'azione diretta linfocitolitica sulle cellule di linfoma, inducendole all'apoptosi, e potenzia l'effetto degli altri chemioterapici dello schema. Riduce inoltre l'infiammazione e alcuni effetti collaterali del trattamento, come nausea e reazioni allergiche.
Possibili effetti collaterali
Nei cicli brevi ad alte dosi può causare iperglicemia, insonnia, irritabilità, aumento dell'appetito e gonfiore; questi effetti tendono a rientrare nei giorni successivi alla sospensione del ciclo.
Derivato del platino, usato negli schemi R-DHAOx e GemOx per danneggiare il DNA tumorale.
Come agisce ed effetti collaterali
Come agisce
È un derivato del platino che forma legami crociati tra i filamenti di DNA della cellula tumorale, bloccandone replicazione e trascrizione. È usato nello schema R-DHAOx e in combinazione nel GemOx, nelle fasi di terapia di salvataggio.
Possibili effetti collaterali
L'effetto più caratteristico è la neuropatia periferica sensitiva acuta, spesso scatenata o aggravata dal freddo (formicolio a mani, piedi e gola dopo il contatto con bevande fredde), oltre a soppressione midollare, nausea e stanchezza.
Antimetabolita che interferisce con la sintesi del DNA, componente dello schema GemOx.
Come agisce ed effetti collaterali
Come agisce
È un antimetabolita: un analogo di un componente del DNA che si inserisce al posto di quello naturale durante la sintesi di nuovo DNA, bloccandone l'allungamento e fermando la replicazione della cellula tumorale. Componente dello schema GemOx.
Possibili effetti collaterali
Soppressione midollare (in particolare piastrinopenia), aumento transitorio degli enzimi epatici, sintomi simil-influenzali (febbre, dolori muscolari) nelle ore successive all'infusione.
Agente alchilante ibrido, utilizzato nelle terapie bridge per contenere la malattia in attesa di trattamenti più avanzati.
Come agisce ed effetti collaterali
Come agisce
È un agente alchilante 'ibrido': combina la struttura di una mostarda azotata, che alchila il DNA creando legami crociati tra i filamenti e impedendone la replicazione, con quella di un analogo purinico, che ne aumenta l'efficacia anche quando altri alchilanti hanno smesso di funzionare. Viene spesso usata nelle terapie 'bridge', per tenere sotto controllo la malattia nell'attesa di un trattamento più definitivo, come CAR-T o trapianto.
Possibili effetti collaterali
Soppressione midollare, nausea; ha un profilo di tossicità cardiaca più favorevole rispetto ad altri alchilanti e antracicline. Possibile linfopenia, con conseguente aumento transitorio del rischio infettivo.
Agente alchilante ad azione intensa, utilizzato nel regime di condizionamento che precede il trapianto allogenico.
Come agisce ed effetti collaterali
Come agisce
È un agente alchilante molto potente e liposolubile, capace di attraversare la barriera emato-encefalica. Proprio per questa intensità viene riservato ai regimi di condizionamento pre-trapianto, dove è necessario azzerare il midollo osseo e il sistema immunitario del paziente prima dell'infusione delle cellule del donatore.
Possibili effetti collaterali
Soppressione midollare severa (attesa e necessaria in questo contesto), infiammazione delle mucose, tossicità cutanea — per questo durante la somministrazione si eseguono docce frequenti, per limitare il contatto prolungato del farmaco con la pelle.
Parte 2
Farmaci di supporto e prevenzione
Farmaci in pastiglie presi a casa: non attaccano il tumore direttamente, ma prevengono le complicanze dei trattamenti intensivi o risolvono una problematica specifica quando si presenta.
Categoria 4
Terapie domiciliari e di profilassi
9 elementiFarmaci in pastiglie, assunti quotidianamente a casa per prevenire infezioni e complicanze, e per sostenere l'organismo durante e dopo i trattamenti intensivi.
Antivirale usato in profilassi per prevenire la riattivazione di virus come Herpes ed Herpes Zoster durante l'immunosoppressione.
Come agisce ed effetti collaterali
Come agisce
È un antivirale che, una volta attivato da un enzima presente solo nelle cellule infettate da un herpesvirus, blocca la replicazione del DNA virale. Viene preso quotidianamente in profilassi per prevenire la riattivazione di virus come Herpes simplex e Varicella-Zoster, particolarmente frequente nelle fasi di immunosoppressione intensa (post-trapianto, post CAR-T, durante alte dosi di cortisone).
Possibili effetti collaterali
Generalmente ben tollerato; possibili nausea e mal di testa; a dosi elevate e senza un'adeguata idratazione può, raramente, incidere sulla funzionalità renale.
Antibiotico/antiprotozoario usato in profilassi contro la polmonite da Pneumocystis, un rischio frequente nei pazienti immunodepressi.
Come agisce ed effetti collaterali
Come agisce
Combina due antibiotici (trimetoprim e sulfametossazolo) che bloccano in due punti successivi la sintesi dell'acido folico batterico, un passaggio essenziale alla replicazione di batteri e del protozoo Pneumocystis jirovecii, ma assente nelle cellule umane. Viene usato in profilassi per prevenire la polmonite da Pneumocystis, un'infezione opportunistica potenzialmente grave nei pazienti fortemente immunodepressi.
Possibili effetti collaterali
Possibili rash cutanei, disturbi gastrointestinali, e una riduzione di globuli bianchi o piastrine da monitorare con esami del sangue periodici, soprattutto se assunto insieme ad altri farmaci mielosoppressivi.
Riduce i livelli di acido urico nel sangue, prevenendo complicanze renali legate alla rapida distruzione delle cellule tumorali durante la chemio.
Come agisce ed effetti collaterali
Come agisce
Inibisce l'enzima xantina ossidasi, bloccando la trasformazione delle purine in acido urico. Viene usato per prevenire la sindrome da lisi tumorale: la rapida distruzione di grandi quantità di cellule tumorali all'inizio della chemioterapia, che rilascia in circolo acido urico, potassio e fosforo in quantità capaci di danneggiare i reni.
Possibili effetti collaterali
Generalmente ben tollerato; possibili rash cutanei e lievi disturbi gastrointestinali.
Gastroprotettori (inibitori di pompa protonica), riducono l'acidità gastrica e proteggono lo stomaco durante le terapie.
Come agisce ed effetti collaterali
Come agisce
Sono inibitori di pompa protonica: bloccano irreversibilmente la pompa che nelle cellule dello stomaco secerne acido cloridrico, riducendo drasticamente l'acidità gastrica. Vengono usati per proteggere la mucosa gastrica dall'azione irritante di cortisonici e di alcuni chemioterapici, e per prevenire ulcere e reflusso durante i trattamenti.
Possibili effetti collaterali
Generalmente ben tollerati nel breve-medio periodo; l'uso a lungo termine è associato a un modesto aumento del rischio di infezioni intestinali e a un possibile calo nell'assorbimento di alcuni minerali, come magnesio e vitamina B12.
Cortisonico ad azione topica intestinale, usato per gestire localmente la GvHD acuta a livello dell'intestino.
Come agisce ed effetti collaterali
Come agisce
È un corticosteroide ad azione topica intestinale con un elevato metabolismo epatico di primo passaggio: agisce quasi esclusivamente a livello locale nell'intestino, riducendo l'infiammazione, con un assorbimento sistemico molto più basso rispetto ai cortisonici tradizionali. Viene usata per il controllo della GvHD acuta gastrointestinale, spesso in aggiunta al cortisone sistemico per accelerarne la riduzione della dose.
Possibili effetti collaterali
Rispetto al cortisone sistemico ha minori effetti collaterali generali; a dosi elevate o prolungate nel tempo può comunque presentare alcuni effetti tipici dei corticosteroidi, come gonfiore e aumento della glicemia.
Immunosoppressore, fondamentale nella profilassi e nel controllo della GvHD dopo il trapianto allogenico.
Come agisce ed effetti collaterali
Come agisce
È un inibitore della calcineurina: blocca l'attivazione dei linfociti T impedendo la produzione di interleuchina-2, il segnale chimico che li spinge a moltiplicarsi e attaccare. È fondamentale nella profilassi della GvHD dopo trapianto allogenico, dove serve 'tenere a freno' i linfociti del donatore nei confronti dei tessuti sani del ricevente, di solito in combinazione con metotrexato a basso dosaggio.
Possibili effetti collaterali
Nefrotossicità dose-dipendente, il principale motivo di monitoraggio periodico della funzione renale e dei livelli ematici del farmaco; possibili anche ipertensione, tremore, irsutismo e disturbi gastrointestinali.
Cortisonico orale assunto a casa, a dosaggi e per scopi diversi da quelli del ciclo di chemioterapia: gestione dell'infiammazione, della GvHD o come supporto durante la terapia.
Come agisce ed effetti collaterali
Come agisce
Preso in pastiglie a domicilio, il cortisone agisce riducendo in modo ampio l'infiammazione e frenando l'attività del sistema immunitario. A seconda della fase del percorso può essere usato per controllare la GvHD, per attenuare reazioni infiammatorie o allergiche, o come supporto durante periodi di maggiore fragilità — con dosaggi e durata diversi rispetto all'uso ad alte dosi nei giorni di chemioterapia.
Possibili effetti collaterali
Con l'uso prolungato a domicilio gli effetti da monitorare cambiano rispetto ai cicli brevi: aumento della glicemia, ritenzione idrica, calo della densità ossea, maggiore vulnerabilità alle infezioni e cambiamenti dell'umore. Per questo la riduzione della dose viene sempre fatta in modo graduale, mai bruscamente.
Protegge il fegato e favorisce la funzionalità biliare durante i trattamenti epato-tossici.
Come agisce ed effetti collaterali
Come agisce
L'acido ursodesossicolico sostituisce gli acidi biliari più tossici e irritanti con una forma meno dannosa per le cellule del fegato, proteggendone la funzionalità. Viene usato in profilassi per ridurre il rischio di complicanze epatiche legate ai farmaci di condizionamento pre-trapianto, in particolare la malattia veno-occlusiva/sindrome da ostruzione sinusoidale.
Possibili effetti collaterali
Generalmente molto ben tollerato; possibili lievi disturbi gastrointestinali.
Supporto nutrizionale generale, spesso necessario dopo cicli di terapia prolungati e periodi di degenza.
Come agisce ed effetti collaterali
Come agisce
Supplementazione di supporto per compensare le carenze nutrizionali frequenti dopo cicli di terapia prolungati, periodi di degenza e ridotta esposizione solare; la vitamina D in particolare sostiene il metabolismo osseo, spesso indebolito dall'uso prolungato di cortisonici.
Possibili effetti collaterali
A dosaggi terapeutici normalmente ben tollerata; il controllo periodico dei livelli ematici evita il rischio, raro, di un eccesso (ipercalcemia).
Categoria 5
Terapie al bisogno e supporto psicologico
5 elementiFarmaci in pastiglie usati per risolvere una problematica specifica quando si presenta — nausea, stitichezza, ansia — parte integrante della qualità di vita durante un percorso lungo e impegnativo.
Antiemetico usato al bisogno per contrastare nausea e vomito.
Come agisce ed effetti collaterali
Come agisce
È un antagonista dei recettori della dopamina a livello del centro del vomito nel cervello, e agisce anche a livello gastrointestinale favorendo la motilità dello stomaco. Contrasta così sia il segnale nervoso della nausea sia il rallentamento digestivo spesso associato ad essa.
Possibili effetti collaterali
A dosi elevate o con uso prolungato può causare effetti extrapiramidali (rigidità, movimenti involontari) e sonnolenza; per questo è indicato per un uso al bisogno, non continuativo.
Altro antiemetico, spesso usato in combinazione durante i cicli di chemioterapia più intensi.
Come agisce ed effetti collaterali
Come agisce
È un antagonista dei recettori della serotonina (5-HT3), sia a livello cerebrale sia intestinale, dove blocca il segnale che scatena il riflesso del vomito indotto dalla chemioterapia. Viene spesso usato in combinazione con altri antiemetici nei cicli più intensi, per un controllo più completo della nausea.
Possibili effetti collaterali
Generalmente ben tollerato; possibili mal di testa e stitichezza — quest'ultima in un certo senso opposta all'effetto del Plasil sulla motilità intestinale.
Lassativo stimolante, utile nella gestione della stitichezza legata a farmaci e ridotta mobilità.
Come agisce ed effetti collaterali
Come agisce
È un lassativo stimolante a base di senna: irrita delicatamente la mucosa del colon, ne stimola la motilità e riduce il riassorbimento di acqua, favorendo l'evacuazione. Utile nella gestione della stitichezza legata a farmaci antiemetici, oppioidi, alla vincristina, e alla ridotta mobilità durante i ricoveri.
Possibili effetti collaterali
Possibili crampi addominali; l'uso prolungato può portare l'intestino a 'dipendere' dallo stimolo del farmaco, per cui va generalmente riservato all'uso al bisogno.
Antidepressivo/ansiolitico (SSRI), di supporto alla gestione dell'ansia legata a un percorso di malattia lungo e intenso.
Come agisce ed effetti collaterali
Come agisce
È un inibitore selettivo della ricaptazione della serotonina (SSRI): aumenta la disponibilità di serotonina nelle sinapsi cerebrali, con un effetto graduale nel tempo (alcune settimane) su umore e ansia. Di supporto nella gestione dell'impatto psicologico di un percorso di malattia lungo e impegnativo.
Possibili effetti collaterali
Nelle prime settimane possibili nausea, insonnia o sonnolenza, che tendono ad attenuarsi con la prosecuzione della terapia; l'effetto terapeutico pieno si manifesta solo dopo alcune settimane di uso continuativo.
Ansiolitico ad azione rapida, usato al bisogno nei momenti di maggiore stress o ansia acuta.
Come agisce ed effetti collaterali
Come agisce
È una benzodiazepina che potenzia l'azione del GABA, il principale neurotrasmettitore inibitorio del cervello, con un effetto ansiolitico e rilassante rapido — utile nei momenti di ansia acuta o prima di procedure particolarmente stressanti.
Possibili effetti collaterali
Sonnolenza; con l'uso prolungato o frequente esiste il rischio di tolleranza e dipendenza, per cui è indicato principalmente all'occorrenza e non come terapia continuativa.